
Riscaldare con le biomasse ...
un ciclo naturale, senza spreco di risorse!
I combustibili fossili, petrolio e gas, rilasciano nell’atmosfera enormi quantità di anidride carbonica, aumentando l’inquinamento e causando l’effetto serra.
Il surriscaldamento climatico è da tempo un problema di portata globale. Contrariamente al petrolio e al gas, le biomasse sono neutre in termini di emissioni di anidride carbonica e prevengono l’effetto serra. Riscaldare a biomasse significa rispettare il ciclo della natura e funziona perfettamente perché durante la combustione sono emesse le stesse quantità di anidride carbonica che la pianta ha utilizzato dandoci ossigeno, attraverso la fotosintesi, per crescere.
Di biomasse ne abbiamo in abbondanza. Possiamo tranquillamente seminare tutti gli anni nei terreni coltivazioni cosiddette energetiche, che vengono poi “cippate” a campo e utilizzate per produrre energia. La fonte è inesauribile, senza compromettere i boschi. Al contrario: così facendo manteniamo in salute sia i terreni che i boschi, dando il giusto ciclo di rinnovo.
Il cippato è un termine che deriva dall’inglese (chip), che significa “scaglia” e viene prodotto, con macchine cippatrici, sminuzzando biomasse (legna, potature di piante, paglia, erba, stocchi di mais e girasole,ecc..) in scaglie di dimensioni variabili con lunghezza e spessore di pochi centimetri.
Questa frammentazione ne permette lo stoccaggio nei silos e il caricamento automatico da parte della nostra caldaia. Essa ci fornisce energia sufficiente a riscaldare l’intera azienda agricola e agrituristica.
Adottare le biomasse per il riscaldamento è una misura attuabile in poco tempo, che evita l’inquinamento ambientale e giova all’economia nazionale.
È una scelta ragionevole, perché la biomassa è un’energia che si rinnova!