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Le Produzioni

I prodotti della nostra Terra

Dalla nostra attività agricola fatta nel rispetto dei cicli di rotazione e secondo un preciso schema di avvicendamenti colturali otteniamo:

grano cappelli spigaGrano Duro BIO varietà Senatore Cappelli

Il Grano duro Cappelli nasce a inizio 900 ed è figlio di Nazareno Strampelli e del Senatore Raffaele Cappelli.  Nazareno Strampelli (1866-1942) era all’epoca il più grande esperto di agronomia e genetica delle piante. Egli cercò per anni di rendere le culture cerealicole più resistenti alle malattie dell’epoca. Egli incrociò la sua strada con il Senatore Cappelli (1848-1921), uno dei più importanti politici dell’epoca, nonché protagonista della riforma agraria di inizio 900.   Dalla collaborazione tra Strampelli e il senatore nacque una varietà autunnale, adatta alla pastificazione: era il Senatore Cappelli (Triticum Turgidum durum), un grano duro, anzi il padre di tutti i grani duri, che predilige i terreni poveri e argillosi.

farro vestito bio

Farro BIO varietà Dicocco (dicoccum)

Il farro dicocco (Triticum dicoccum), noto anche come emmer, farro medio o comunemente anche solo farro, è un cereale, parente stretto del grano. È una delle tre specie del genere triticum comunemente chiamate farro. È stata una delle prime otto colture rese coltivabili. Il farro dicocco, il farro per antonomasia, ha le caratteristiche alimentari di base tipiche dei cereali: elevato contenuto in amido, modesto contenuto proteico (glutine), un buon apporto di fibra, presenza di grassi insaturi e vitamine nel germe.  Il dicocco differisce dal frumento tenero e duro per alcune peculiari caratteristiche legate al maggior contenuto in sali minerali, alla presenza di un più spesso strato aleuronico, alla ricchezza in beta-glucani.   Il dicocco, inoltre, ha un basso indice glicemico (dovuto alla lenta trasformazione degli amidi durante la digestione che evita un alto picco glicemico, favorendo un miglior apporto energetico) e per questo particolarmente adatto a chi pratica attività sportive ed agonistiche, ma anche per chi svolge lavori sedentari o soggetti diabetici.

Da questi due tipologie di Cereali otteniamo anche dei sottoprodotti come la Farina Intergale e Semi integrale di grano Cappelli, la farina di Farro e il Farro decorticato da mangiare.

pianta Cicer arietinum

Cece BIO varietà piccola (Cicer arietinum)

Il nome deriva dal latino cicer. È noto che il cognome di Cicerone discendeva da un suo antenato che aveva una caratteristica verruca a forma di cece sul naso.  Il nome specifico arietinum si riferisce invece alla somiglianza che hanno i semi con il profilo della testa di un ariete.    È stata una delle prime colture domesticate; il cece coltivato deriva da forme selvatiche del genere Cicer, probabilmente da Cicer reticulatum. Le specie selvatiche si sono originate probabilmente in Turchia, mentre le prime testimonianze archeologiche della coltivazione del cece risalgono all’età del bronzo e sono state rinvenute in Iraq; i ceci si diffusero in tutto il mondo antico: antico Egitto, Grecia antica, Impero romano.   La pianta, annuale, presenta una radice ramificata profonda (le più profonde possono arrivare anche a 1,20m di profondità) le quali le donano una media resistenza alla siccità. Gli steli sono ramificati eretti pelosi eretti o semiprostrati con altezza variabile tra i 40 e gli 80 cm. Le foglie sono opposte, composte e imparipennate con 6-7 paia di foglioline ellittiche e denticolate; i fiori sono solitari ascellari, bianchi, rosei o rossi; i semi, rotondeggianti e lisci o rugosi, angolosi e rostrati a seconda della cultivar, sono contenuti in numero di 2-3 nei baccelli, sono commestibili. I ceci sono composti per il 10,6% da acqua, per il 19,3% da proteine, il 17,5% da fibre alimentari, il 2% da ceneri, il 6% da grassi e da carboidrati; questi invece i mineralipresenti: potassio, calcio, fosforo e magnesio i più abbondanti seguiti da sodio, ferro, zinco, rame, manganese e selenio. I ceci contengono le vitamine B1, B2, B3, B5, B6 vitamina C, vitamina E, K e J.  Gli aminoacidi presenti nei ceci sono: Acido glutammico, acido aspartico, alanina, arginina, cistina, glicina, fenilalanina, istidina, isoleucina, leucina, lisina, prolina, metionina, serina, tirosina, triptofano, valina e treonina.

Orbetana

Olio Extra Vergine di Oliva monocultivar di Orbetana

Varietà marchigiana diffusa nell’interno della provincia di Macerata, con maggiore concentrazione nei comuni di San Severino, Cingoli e Poggio San Vicino.   Albero di elevata vigoria, con portamento assurgente; chioma voluminosa a bassa densità; rami fruttiferi lunghi e scarsamente ramificati; internodi medi; foglie grandi, allungate ed appuntite, di colore verde-grigio nella pagina superiore. Entrata in produzione medio-tardiva. Drupa di dimensioni medio-grandi (2,5-3 g), di forma ovoidale, con apice leggermente umbonato. Resa in olio medio-bassa, inolizione tardiva. Rapporto polpa-nocciolo medio. Invaiatura tardiva e contemporanea; colore dei frutti dal verde intenso lenticellato al nero lucido. Consistenza della polpa e resistenza al distacco elevate, fino a stadi avanzati di maturazione. Periodo ottimale di raccolta: fine novembre – inizio dicembre.  Varietà autosterile, di produttività media e tendenzialmente alternante. Capacità di radicazione media. Sensibilità al freddo e alla mosca bassa.  Produce un olio di un fruttato armonico, amaro e pungente, di colore verde, tendente al giallo, con buon contenuto di polifenoli e clorofille e basso rapporto insaturi/saturi.

raggiolaOlio Extra Vergine di Oliva multicultivar (Raggiola o Piantone di mogliano)

Varietà a duplice attitudine, adatta per impianti ad elevata densità, con forma di allevamento a vaso cespugliato o policonico, per una raccolta manuale o agevolata con pettini pneumatici.  I suoi simili sono detti: Piantone (Macerata), Raggiola (San Severino), Oliva Riccia (Pieve Favera), Rosciola (Tolentino), Limoncella (Monte san Martino), Maglianese (Gabbiano di Fermo), Nibbiu (Treia).  Cultivar marchigiana diffusa principalmente nella provincia di Macerata, con maggiore concentrazione nei comuni di Mogliano, Macerata e limitrofi, fino alle aree interne della provincia, ad altitudini superiori ai 600 m s.l.m.  Entrata in produzione delle piante precoce.  Drupa di dimensioni medio-grandi ( 2 – 3 g ), di forma ovoidale con apice umbonato.   Resa in olio elevata e inolizione precoce.  Rapporto polpa-nocciolo elevato.  Invaiatura tardiva e scalare; colore dei frutti dal verde chiaro al rosso violaceo.  Consistenza della polpa e resistenza al distacco elevate, fino a maturazione avanzata. Periodo ottimale di raccolta intorno alla metà di novembre. Varietà parzialmente autofertile, di produttività elevata e costante. Capacità di radicazione media.  Sensibilità al freddo e alla siccità bassa, alla rogna e alla mosca media.  Produce un Olio di un fruttato leggero tendenzialmente dolce, di colore giallo oro, con un buon contenuto in acido oleico ed un elevato rapporto insaturi/saturi.

 

 

 

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